Futuro antico: un ossimoro, una contraddizione in termini? Oppure una visione travolgente e tremendamente urgente? Per capirlo, bisogna tornare a uno degli approcci più illuminati del recente pensiero europeo, quell’archeofuturismo di cui Guillaume Faye seppe essere padre e profeta.
In questa antologia di scritti, Francesco Boco affronta e dipana la prospettiva archeofuturista con uno stile preciso e avvincente, e lo fa partendo non dall’accademia dei cattedratici o dalle imponenti speculazioni dei teorici, ma dall’immaginario cinematografico, e da quell’universo di colori e suggestioni che fiorisce quando Settima Arte e cultura pop si incontrano e si compenetrano, tra un rimando a un’antichità ancestrale e un balzare verso l’avvenire più vorticoso.
Futuro antico, dunque, non è solo un florilegio di recensioni. Piuttosto, è una chiave per comprendere come – in una contemporaneità in larga parte ormai aliena al mito e alla sua forza – nel mezzo filmico si possa e si debba tornare a identificare archetipi eterni. Archetipi che, grazie alla sua immaginifica potenza d’impatto, nel cinema riemergono, potendosi una volta di nuovo trasformare tramite i suoi personaggi, le loro avventure, i loro dilemmi, la mirabolante e colorata varietà di iconografie e scenari in cui prendono vita, nelle armi più formidabili a disposizione dell’uomo d’oggi, dinanzi alla sua incessante lotta contro un Nulla che dilaga, massificante e orrendamente grigio.
| autore | Francesco Boco |
|---|---|
| collane | Prospettive |
| formato | Brossura |
| pagine | 110 |
| isbn | 9791281913110 |





